massimo di cataldo

Mercoledì, 08 Giugno 2016 00:13

Professione fotografo: la “missione” che cambia e si adatta alla vita ed alla scienza

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Il matrimonio è un evento speciale, tutte le persone coinvolte vorrebbero veder immortalate, tramite la fotografia, al meglio, i momenti, gli sguardi e con essi le emozioni, che si susseguono in questa giornata unica.

E’ quindi del tutto naturale che gli scatti vengano ad assumere un ruolo decisamente importante, o meglio privilegiato, in questa occasione.

Ma quali sono le origini della fotografia del matrimonio e come si è evoluta, nel tempo, l’attività dei professionisti deputati al catturare i ritagli di vita dei giovani sposi?

Storia della fotografia del matrimonio

Se la nascita stessa del negativo risale al 1839 per merito degli esperimenti di Henry Fox Talbot, gli albori della fotografia del matrimonio sono quasi contestuali, potendosi essi ricondurre al matrimonio della Regina Vittoria con Alberto di Sassonia, nel 1840.

Il ritratto di tale evento è considerato, quasi certamente, la prima fotografia di nozze della storia.

Ecco perché l’assunto secondo il quale fu proprio durante le nozze della regina Vittoria che nacque la “fotografia del matrimonio” può ritenersi, per molti aspetti, accreditabile.

Ebbene, sono passati ben 172 anni.

Di strada la fotografia destinata al giorno del fatidico sì ne ha fatta davvero tanta.

Come ha luogo per l’evoluzione nel tempo di qualsiasi arte, come la pittura e la scultura, anche nell’alveo della fotografia del matrimonio di www.borzacchiellofotografo.com si sono alternati diversi cambiamenti di stile, nonché di tecniche e di strumenti finalizzati a garantire i migliori risultati possibili.

Trattasi di cambiamenti legati agli sviluppi della tecnologia, ai profondi mutamenti sociali che segnano la storia delle nazioni e al cambiamento delle professioni, oggi sempre più orientate verso l’attività privata.

Sotto quest’ultimo aspetto, in particolare, lo stereotipo dell’immagine del fotografo di matrimonio è mutato in maniera davvero significativa.

L’idea che si trattasse di una professione di secondaria importanza, concepita solo per far assumere agli sposi brevi pose stereotipate e innaturali, è, per fortuna, retaggio di tempi remoti.

Questa visione minimalista dello scatto nuziale è stata sradicata così tanto da rendere il reportage fotografico, fino a qualche anno fa perfettamente sconosciuto, il cuore pulsante di ogni matrimonio.

Eh già, ma come nasce il reportage fotografico?

Reportage: frutto della rivoluzione nel settore della fotografia del matrimonio

Da alcuni anni, come chiarito, nella fotografia del matrimonio le cose sono cambiate, ed oggi si assiste all’avvento del reportage, il cosiddetto fotogiornalismo che, con la sua ventata di novità nel settore della fotografia di coppia, sta modificando, in un’accezione positiva, altresì il ruolo del fotografo.
Il termine, derivante dal francese, significa “riportare”, quindi raccontare.

Esso è già di per sé molto eloquente.
Con il fotoreportage il fotografo racconta l’evento, le immagini sono la narrazione di una storia, nella sua più assoluta, inviolabile, profonda verità ed essenza.

Il fotografo di matrimoni non ha più il compito di pilotare i protagonisti, non è più chiamato a fare fiction, non deve organizzare la scena, ma catturarla nella sua mente carpento l’istante, nella sua estemporaneità.

Il fotografo – ed è qui che sta la sua bravura – è chiamato a muoversi intorno all’evento per descriverlo, fissare degli attimi facendone trapelare l’aspetto vivo.

Il fotografo di matrimoni è tenuto ad assolvere un compito tanto arduo quanto straordinario, quello di consentire di leggere la storia di una vita.

Non si tratta di una impresa semplice, ma non esiste soddisfazione più grande.

Ecco il nuovo approccio, il più importante e difficile dei ruoli con cui egli è chiamato a confrontarsi.

Letto 1215 volte Ultima modifica il Giovedì, 19 Ottobre 2017 11:52